Allora, mettetevi comodi perché c’è da parlare di God of War Laufey, l’annuncio che ha mandato in tilt mezzo internet durante l’ultimo State of Play di PlayStation. Roba che appena è partito il trailer i forum sono esplosi come una granata in faccia a un troll del ghiaccio. 😅
Il concept, per chi si fosse perso tutto: stavolta non si gioca nei panni del nostro amato cinghialone arrabbiato, Kratos, ma andiamo a esplorare il passato di Faye — sì, proprio la moglie di Kratos e mamma di Atreus, una figura che nella saga norrena pesa parecchio anche se l’abbiamo vista poco. E qui, ovviamente, si sono create due fazioni belle agguerrite.
Perché i fan si stanno scannando
Da una parte c’è chi è gasatissimo all’idea di scoprire le origini di un personaggio così importante. Dall’altra… beh, c’è un bel po’ di gente che storce il naso. I motivi? Eccoli:
- Un God of War senza Kratos protagonista per qualcuno perde proprio l’anima della saga;
- C’è chi sperava in qualcosa di diverso dalla formula vista in God of War (2018) e Ragnarok, e non in un altro giro sulla stessa giostra;
- E poi c’è la vena umoristica che si intravede nel trailer, che a una fetta di pubblico non è andata proprio giù.
Ah, e tra gli scettici pare ci sia pure lo stesso autore storico di God of War. Insomma, mica gente a caso.
La director risponde (e lo fa con stile)
A mettere le mani avanti ci ha pensato la game director Ariel Lawrence, che invece di nascondersi sotto la scrivania ha affrontato la cosa di petto. E onestamente, la sua risposta non è male.
“Dobbiamo rispettare il fatto che ognuno abbia un legame personale con una storia di God of War”, ha detto. “Alcuni sono esitanti, altri sono completamente a favore. Personalmente sono felice che tutti tengano così tanto a questo progetto.”
E qui arriva il pezzo che mi è piaciuto di più: “Se avessimo mostrato qualcosa e la reazione fosse stata semplicemente ‘va bene’, sarebbe stato molto più scoraggiante. Se invece suscita emozioni e discussioni, tanto meglio.” Tradotto: meglio farvi incazzare che annoiarvi. E sai che c’è? Non ha tutti i torti.
Poi la chiusura, una specie di appello: “Comprendo lo scetticismo, ma spero che i giocatori gli daranno comunque una possibilità. Per me il punto è: è divertente? È un’avventura che non abbiamo mai visto prima?”
Domanda legittima. Noi, come sempre, aspettiamo di metterci le mani sopra prima di sentenziare. Il trailer è solo un trailer, e di giochi giudicati male sulla carta e poi diventati capolavori ne abbiamo visti parecchi. Voi da che parte state? 🎮
